"Io per te ci sarò sempre."
Mi chiedo spesso dove finiscano questi "sempre" intrisi di infinito.
Dove le stesse persone che li hanno pronunciati li nascondano.
E non parlo d'amore, quello a volte finisce.
Punto e a capo, avanti un altro.
Parlo di affetto, di amicizia, di emozioni condivise.
Bisognerebbe avere più cura dei nostri "sempre".
#fuorifuoco
#bastarsi
- E ciclicamente torno a scrivere.
Credo di mollare, ma è più forte di me.
Torno e riprovo, ancora una volta.
E adesso è 2015, il primo post del 2015. -
martedì 28 aprile 2015
giovedì 25 settembre 2014
Io scelgo di scegliere
Io non cancello.
Io non blocco.
Io lascio spazio per pensare.
Perchè non è un tasto "elimina" che può far si che una persona non sia più parte della nostra vita.
Se il pensiero vuole, nonostante tutto, torna da lei.
Se il pensiero vuole, nonostante tutto, torna da lei.
Spesso si prendono strade diverse, non condivisibili forse ma frutto di scelte personali.
Superficiali, sofferte, ma pur sempre scelte.
E' scegliere non è mai facile.
Io non porto rancore.
Io non odio.
Forse sbagliando o peccando di presunzione, ho la consapevolezza che nella scelta di non vivermi a "perderci" non sono io.
E forse nemmeno l'altra persona.
E' solo il "rapporto" che si è creato a cambiare, ad evolvere e a non essere più tale.
Se vale davvero la pena si può guardare indietro e scegliere di tornare.
Sulle proprie decisioni.
Sui proprio sbagli.
Sulle paure irrisolte.
Nella vita bisogna guardare avanti, ma un po di rincorsa a volte permette solo di lanciarsi con più slancio.
Il libero arbitrio è vivere la vita prendendo posizioni, lottando per difenderle.
Ma è anche mettersi in discussione e decidere che non vale la pena farlo e lasciarle andare.
E "lasciarsi" deludere, ma anche sorprendere.
Ma è anche mettersi in discussione e decidere che non vale la pena farlo e lasciarle andare.
Idee, convinzioni, sentimenti e persone.
E' accogliere estranei nel proprio mondo, a volte faticosamente costruito e protetto da muri. E "lasciarsi" deludere, ma anche sorprendere.
E' SCEGLIERE.
Semplicemente.
Coraggiosamente.
Incoscientemente.
Senza freno a mano.
martedì 9 settembre 2014
#trentannipiùuno
"Ho imparato che le amiche vere non sono quelle che ti danno sempre ragione ma quelle che vogliono proteggerti il cuore, anche se tu la testa ce la sbatti comunque.
Ho imparato che lasciare che il tuo umore dipenda dalle paturnie e pigrizie altrui vuol dire non volersi bene abbastanza.
Ho imparato che nulla è importante quanto il coraggio delle proprie scelte e che a buttarsi non sempre ci si spacca le ossa.
Ho imparato che non è sognare ad occhi aperti che ti lascia l'amaro in bocca ma le troppe aspettative.
Ho imparato che se tieni veramente ad una persona "il culo lo devi muovere" e non ci sono se, ma, forse, farò.
Ho imparato e adesso metto in pratica.
O almeno ci provo."
Ho scritto questo status su Facebook esattamente un anno fa.
Timehop mi ha rivoluzionato la vita.
Come un'applicazione per i-Phone mi ha permesso di capire che nonostante tutti i dubbi e i "forse ho sbagliato io" la realtà è che alcune persone non sono destinate a stare insieme.
Stravolgono la vita dell'altro e poi, puff, più nulla.
Ma lasciano un segno.
Ora so che nel mio destino c'era un amore immenso e per arrivare a lui avrei dovuto passare momenti così bui e pieni di sconforto che tante, tantissime volte, il primo pensiero alla mattina sarebbe stato - ma chi me l'ha fatto fare?!.
Doveva essere così, tu sei stato parte di un qualcosa di più grande.
Non mi fossi buttata, lui non ci sarebbe stato.
E ora non riesco nemmeno a concepire la mia vita senza di lui.
Ma noi, ecco, probabilmente non c'è mai stato un noi.
E con questa consapevolezza mi prometto di mettere davvero in pratica ciò che saggiamente ho scritto un anno fa.
Buona vita.
venerdì 29 agosto 2014
#almaschilecomealfemminile
Violenza psicologica.
Molestie fisiche.
Possesso.
Senso di onnipotenza.
Immaturità sentimentale.
Sindrome della crocessina.
NESSUNA e ripeto NESSUNA di queste parole/frasi è associabile all'Amore, quello con la A maiuscola.
Le persone VIOLENTE non cambiano.
E chi consapevolmente si sottopone a tutto ciò e resta bloccato in relazioni sbagliate senza reagire è il primo carnefice di se stesso.
E per primo NON SI AMA.
E i bambini, LASCIATE STARE I BAMBINI.
E prendetevela con voi stessi/e se non vedete altra soluzione alla violenza.
Abbiate almeno il coraggio, perchè la brutalità non vi manca, di far del male SOLO al vostro super io, nascosto sotto il sorriso e la rispettabilità.
"Si può essere passionali senza diventare possessivi. Basterebbe dire un po’ meno Io e un po’ più Noi." - M. Gramellini
Molestie fisiche.
Possesso.
Senso di onnipotenza.
Immaturità sentimentale.
Sindrome della crocessina.
NESSUNA e ripeto NESSUNA di queste parole/frasi è associabile all'Amore, quello con la A maiuscola.
Le persone VIOLENTE non cambiano.
E chi consapevolmente si sottopone a tutto ciò e resta bloccato in relazioni sbagliate senza reagire è il primo carnefice di se stesso.
E per primo NON SI AMA.
E i bambini, LASCIATE STARE I BAMBINI.
E prendetevela con voi stessi/e se non vedete altra soluzione alla violenza.
Abbiate almeno il coraggio, perchè la brutalità non vi manca, di far del male SOLO al vostro super io, nascosto sotto il sorriso e la rispettabilità.
"Si può essere passionali senza diventare possessivi. Basterebbe dire un po’ meno Io e un po’ più Noi." - M. Gramellini
giovedì 31 luglio 2014
A volte.
A volte bisogna semplicemente arrendersi.
All'indifferenza.
All'ironia della vita che da amore a chi non merita nulla se non pietà e compassione perché di umano ha solo le fattezze.
Alla rabbia dell'impotenza.
E prendere coscienza che il peggior nemico di noi stessi spesso siamo noi.
Che il karma arriva, ma a volte smarrisce la strada.
È la speranza, beh, quella è morta un bel po'di tempo fa.
Altrimenti ogni mattina ti alzi con la speranza di un cambiamento che forse non arriverà mai.
E non guardi avanti.
E invece BISOGNA, senza se e senza ma, GUARDARE AVANTI.
Io di fare l'eroina con l'armatura d'acciaio mi sarei anche un po' scocciata.
#malmostositàacatinelle
All'indifferenza.
All'ironia della vita che da amore a chi non merita nulla se non pietà e compassione perché di umano ha solo le fattezze.
Alla rabbia dell'impotenza.
E prendere coscienza che il peggior nemico di noi stessi spesso siamo noi.
Che il karma arriva, ma a volte smarrisce la strada.
È la speranza, beh, quella è morta un bel po'di tempo fa.
Altrimenti ogni mattina ti alzi con la speranza di un cambiamento che forse non arriverà mai.
E non guardi avanti.
E invece BISOGNA, senza se e senza ma, GUARDARE AVANTI.
Io di fare l'eroina con l'armatura d'acciaio mi sarei anche un po' scocciata.
#malmostositàacatinelle
martedì 22 luglio 2014
#eraquestalavitachesognavi
No, non era assolutamente questa la vita che sognavo.
Ritrovarmi con una laurea, un titolo e arrivare a fine mese tirando tutte le corde possibili e spesso senza soddisfazione.
Diventare mamma era il mio peggior incubo.
Assistere inerme ad un padre che si disinteressa completamente di suo figlio in certi momenti mi toglie anche l'ultimo filo di speranza.
Cercare di ricordarmi il sapore di un bacio perchè è così tanto, troppo, tempo che non ne ricevo uno, dopo che per una vita sono stata baciata.
E coccolata.
Ma ormai più di un anno fa ho fatto una scelta.
Incosciente.
Folle.
Libera e di libertà.
Ho scelto di essere me stessa al 100%.
Non puoi stare con una persona che ogni giorno cerca di cambiare le parti che più ami di te. Quello non è amore.
E 9 mesi fa, un altro bivio e sempre la strada più difficile.
La speranza, la fiducia, la comprensione, una pazienza infinita.
E un portone in faccia. Chiuso. Che non so come aprire.
Non è la vita che sognavo, ma ca***, permettimi l'eufemismo, affronto le sfide come una vera leonessa.
E sono io. In tutti i miei sbagli, difetti e momenti di insofferenza.
Coraggiosa, pazza e assolutamente disinteressata a ciò che pensano gli altri.
O mi si ama o mi si odia.
E Julian è..vabbè, lui è TUTTO.
P.S. E poi, andrà tutto bene..e il meglio deve ancora venire.
Ritrovarmi con una laurea, un titolo e arrivare a fine mese tirando tutte le corde possibili e spesso senza soddisfazione.
Diventare mamma era il mio peggior incubo.
Assistere inerme ad un padre che si disinteressa completamente di suo figlio in certi momenti mi toglie anche l'ultimo filo di speranza.
Cercare di ricordarmi il sapore di un bacio perchè è così tanto, troppo, tempo che non ne ricevo uno, dopo che per una vita sono stata baciata.
E coccolata.
Ma ormai più di un anno fa ho fatto una scelta.
Incosciente.
Folle.
Libera e di libertà.
Ho scelto di essere me stessa al 100%.
Non puoi stare con una persona che ogni giorno cerca di cambiare le parti che più ami di te. Quello non è amore.
E 9 mesi fa, un altro bivio e sempre la strada più difficile.
La speranza, la fiducia, la comprensione, una pazienza infinita.
E un portone in faccia. Chiuso. Che non so come aprire.
Non è la vita che sognavo, ma ca***, permettimi l'eufemismo, affronto le sfide come una vera leonessa.
E sono io. In tutti i miei sbagli, difetti e momenti di insofferenza.
Coraggiosa, pazza e assolutamente disinteressata a ciò che pensano gli altri.
O mi si ama o mi si odia.
E Julian è..vabbè, lui è TUTTO.
P.S. E poi, andrà tutto bene..e il meglio deve ancora venire.
martedì 8 luglio 2014
#unmesedinoi
E' già passato un mese.
Anzi, a voler essere precisa, un mese e due giorni.
Il primo mesiversario del principino, il mio piccolo - che poi tanto piccolo non è - fasolino.
Di mesi, da quello splendido weekend di fine estate, ne sono passati molti di più.
Ma sembra ieri.
E' come se il tempo fosse volato, ma nello stesso tempo si fosse fermato a quelle 72 ore che hanno cambiato la mia vita. La NOSTRA vita.
"Cucciolo mio,
ho imparato a farti addormentare, cullandoti come facevo con la gattona quando ancora era piccola e socievole, nonostante gli occhi-cielo siano vispissimi e la sonnolenza da post-pappa sia quasi passata.
Primo tentativo. Ti appoggio.
Secondo tentativo. Ti appoggio e mi sgranchisco le braccia.
Terzo tentativo.
Ti spalmi a pelle d'orso su di me, nonostante il caldo da sciogliersi, sospiri e ti addormenti.
E quanto ti piace sentirmi cantare.
Quando volti la testa"dura" verso di me e sorridi.
Ti piace davvero?!
Il repertorio ammetto non è dei più classici, ma vuoi mettere addormentarsi sui Pink Floyd?!
Devo solo dare una "rispolverata" alla memoria..se no sono sempre le solite due strofe.
E la colazione insieme.
Alle 6 di mattina, quando la tua pancina è piena, profumi di pulito e sul divano mi guardi mentre ballo come una "scema" e ti faccio ridere.
Perchè decidi tu quando stare sveglio. E non piangi, non ti arrabbi, ma osservi.
Sai di latte. Sappiamo di latte.
Sei tutto da mordere. Quando ti cambio e ti rilassi, mentre per me sono momenti di totale attenzione in modalità "scanso del getto alla Matrix".
Che buffa che sono.
Hai una mamma matta Julian.
Abbi pazienza e sopporta.
Oppure sorridi. E il mondo si ferma. E la mamma si scioglie.
Auguri #rughino mio
La tua mamma #ruga."
Alle tue foto, che mi hanno sempre parlato di te.
A quel bambino imbronciato, che chissà se è ancora arrabbiato con la vita per tutto ciò che è successo.
Alle coincidenze.
Tu ci credi?!
All'amore per il proprio figlio che c'è e ci sarà sempre.
Anzi, a voler essere precisa, un mese e due giorni.
Il primo mesiversario del principino, il mio piccolo - che poi tanto piccolo non è - fasolino.
Di mesi, da quello splendido weekend di fine estate, ne sono passati molti di più.
Ma sembra ieri.
E' come se il tempo fosse volato, ma nello stesso tempo si fosse fermato a quelle 72 ore che hanno cambiato la mia vita. La NOSTRA vita.
"Cucciolo mio,
ho imparato a farti addormentare, cullandoti come facevo con la gattona quando ancora era piccola e socievole, nonostante gli occhi-cielo siano vispissimi e la sonnolenza da post-pappa sia quasi passata.
Primo tentativo. Ti appoggio.
Secondo tentativo. Ti appoggio e mi sgranchisco le braccia.
Terzo tentativo.
Ti spalmi a pelle d'orso su di me, nonostante il caldo da sciogliersi, sospiri e ti addormenti.
E quanto ti piace sentirmi cantare.
Quando volti la testa"dura" verso di me e sorridi.
Ti piace davvero?!
Il repertorio ammetto non è dei più classici, ma vuoi mettere addormentarsi sui Pink Floyd?!
Devo solo dare una "rispolverata" alla memoria..se no sono sempre le solite due strofe.
E la colazione insieme.
Alle 6 di mattina, quando la tua pancina è piena, profumi di pulito e sul divano mi guardi mentre ballo come una "scema" e ti faccio ridere.
Perchè decidi tu quando stare sveglio. E non piangi, non ti arrabbi, ma osservi.
Sai di latte. Sappiamo di latte.
Sei tutto da mordere. Quando ti cambio e ti rilassi, mentre per me sono momenti di totale attenzione in modalità "scanso del getto alla Matrix".
Che buffa che sono.
Hai una mamma matta Julian.
Abbi pazienza e sopporta.
Oppure sorridi. E il mondo si ferma. E la mamma si scioglie.
Auguri #rughino mio
La tua mamma #ruga."
Alle tue foto, che mi hanno sempre parlato di te.
A quel bambino imbronciato, che chissà se è ancora arrabbiato con la vita per tutto ciò che è successo.
Alle coincidenze.
Tu ci credi?!
All'amore per il proprio figlio che c'è e ci sarà sempre.
mercoledì 25 giugno 2014
Caro babbo ti scrivo
"Non ti odio, non sono arrabbiata e non voglio nulla da te.
Voglio solo che tu sappia che in qualsiasi momento vorrai conoscere tuo figlio o anche solo sapere come sta, basta chiederlo.
Non vorrò scuse e non "te la farò pagare" in nessuna maniera.
Sarò solamente contenta per te e per lui.
Permettimi di dirti, e non ti arrabbiare, che tu puoi non voler sapere nulla di lui, ma almeno puoi scegliere, la tua famiglia no.
Andrà tutto bene.
E lui è un bimbo meraviglioso, quindi la "nostra opera" è veramente una meraviglia." (Cit.)
- silenzio -
Ha il naso di tua mamma.
E non chiederti come posso saperlo, perchè la risposta la sai già.
Le espressioni corrucciate e buffe, quando sono le 22.00 e vorrebbe dormire, ma ha fame/noia/mal di pancia e passa dal sorridere all'urlare come un'aquila.
Gli occhi - forse cambieranno, chissà - di quell'azzurro che verso sera, quando cala la luce, diventano grigi. Bellissimi e infiniti.
I capelli - o meglio dire, l'accenno di peluria che si ritrova in testa - che alla luce del sole assumono una meravigliosa sfumatura rosso tiziano che sicuramente non ha preso da me, nonostante la tinta (MIA).
La schiena pelosa, i piedi e le mani grandi.
Mangia a strangozzo, fino all'orlo e alla mattina se la gubbia fino a pranzo.
La genetica non mente, te l'ho mai detto?!
Voglio solo che tu sappia che in qualsiasi momento vorrai conoscere tuo figlio o anche solo sapere come sta, basta chiederlo.
Non vorrò scuse e non "te la farò pagare" in nessuna maniera.
Sarò solamente contenta per te e per lui.
Permettimi di dirti, e non ti arrabbiare, che tu puoi non voler sapere nulla di lui, ma almeno puoi scegliere, la tua famiglia no.
Andrà tutto bene.
E lui è un bimbo meraviglioso, quindi la "nostra opera" è veramente una meraviglia." (Cit.)
- silenzio -
Ha il naso di tua mamma.
E non chiederti come posso saperlo, perchè la risposta la sai già.
Le espressioni corrucciate e buffe, quando sono le 22.00 e vorrebbe dormire, ma ha fame/noia/mal di pancia e passa dal sorridere all'urlare come un'aquila.
Gli occhi - forse cambieranno, chissà - di quell'azzurro che verso sera, quando cala la luce, diventano grigi. Bellissimi e infiniti.
I capelli - o meglio dire, l'accenno di peluria che si ritrova in testa - che alla luce del sole assumono una meravigliosa sfumatura rosso tiziano che sicuramente non ha preso da me, nonostante la tinta (MIA).
La schiena pelosa, i piedi e le mani grandi.
Mangia a strangozzo, fino all'orlo e alla mattina se la gubbia fino a pranzo.
La genetica non mente, te l'ho mai detto?!
martedì 17 giugno 2014
#pezzidicuore
[...]Per imparare a perdonarsi perché diventare grandi vuol dire proprio
questo.
Capire che la colpa non sempre serve e che può esserci molto più coraggio e molta più speranza e molta più forza nell’accettare ciò che è stato – anche sbagliato.[...]
(Cit. Alessandra Airò)
http://littlesnobthing.it/2014/06/ce-tempo-perduto-e-trovato.html
Capire che la colpa non sempre serve e che può esserci molto più coraggio e molta più speranza e molta più forza nell’accettare ciò che è stato – anche sbagliato.[...]
(Cit. Alessandra Airò)
http://littlesnobthing.it/2014/06/ce-tempo-perduto-e-trovato.html
mercoledì 28 maggio 2014
There is always hope
Quando lui si spara selfie su selfie e lo sguardo è vuoto.
Manco un barlume di sorriso..perchè il tag #senzapensieri te lo puoi tatuare in fronte ma io non ti credo.
Quando lui ti ha scelta perchè “sai incantare con la voce” ma appena si è reso conto di quanto tu sia TANTA, TROPPA forse, nonostante l’avessi ampiamente avvisato, ha scelto di scappare.
Senza però riuscire a farlo veramente.
Perchè essere TANTA, TROPPA, ti ha permesso di superare alla grandissima i mesi più assurdi della tua vita ed essere orgogliosa di te stessa.
E ti auguri che il tuo cucciolo, un futuro LUI, sia TANTO e TROPPO come te.
Perchè siamo donne, e che donne.
Manco un barlume di sorriso..perchè il tag #senzapensieri te lo puoi tatuare in fronte ma io non ti credo.
Quando lui ti ha scelta perchè “sai incantare con la voce” ma appena si è reso conto di quanto tu sia TANTA, TROPPA forse, nonostante l’avessi ampiamente avvisato, ha scelto di scappare.
Senza però riuscire a farlo veramente.
Perchè essere TANTA, TROPPA, ti ha permesso di superare alla grandissima i mesi più assurdi della tua vita ed essere orgogliosa di te stessa.
E ti auguri che il tuo cucciolo, un futuro LUI, sia TANTO e TROPPO come te.
Perchè siamo donne, e che donne.
C. O. S. - considerazioni in ordine sparso #donneoltrelegambecedipiù edition
1. Care trentenni, neo o già + qualcosa, se per caso, dico a voi,
regine del mantra "no a me è impossibile che succeda - per me la
maternità manco nei peggiori incubi", in un venerdì d'estate - ma dai?!
ma davvero?! - vi si sveglia il maledetto orologio biologico date retta a
me:
- chiudetevi in casa,
- evitate qualsiasi essere maschile che guardi con tenerezza panze o pargoli altrui - NDR, NON discriminate per razza, colore ma soprattutto età,
- aspettate che passi.
Il giorno dopo tutto tornerà normale, voi tornerete le splendidi "anticristo della maternità" che siete sempre state.
In caso contrario, io vi ho avvisate, cominciate a scegliere il nome. #reallife;
2. Le priorità cambiano, il corpo si trasforma, gli ormoni sono ufficialmente dispersi da mesi ormai, ma se una è "scema in senso buono" tale rimane.
E deve fare in modo che sia così: anche se la sua ironia la capisce solo lei, se un po' di dolcezza in tanto acidume non fa mai male, bisogna guardarsi allo specchio tutte le mattine e poter dire, oltre a "oddio sembro un ottovolante", nonostante tutto e tutti, sono ancora IO.
[Per restare in tema]
3. Datemi immediatamente un paio di tacchi, di quelli alti ma comodi, con cui sembro una giraffa che cammina sulle uova.
E della salsiccia passita, grazie.
- chiudetevi in casa,
- evitate qualsiasi essere maschile che guardi con tenerezza panze o pargoli altrui - NDR, NON discriminate per razza, colore ma soprattutto età,
- aspettate che passi.
Il giorno dopo tutto tornerà normale, voi tornerete le splendidi "anticristo della maternità" che siete sempre state.
In caso contrario, io vi ho avvisate, cominciate a scegliere il nome. #reallife;
2. Le priorità cambiano, il corpo si trasforma, gli ormoni sono ufficialmente dispersi da mesi ormai, ma se una è "scema in senso buono" tale rimane.
E deve fare in modo che sia così: anche se la sua ironia la capisce solo lei, se un po' di dolcezza in tanto acidume non fa mai male, bisogna guardarsi allo specchio tutte le mattine e poter dire, oltre a "oddio sembro un ottovolante", nonostante tutto e tutti, sono ancora IO.
[Per restare in tema]
3. Datemi immediatamente un paio di tacchi, di quelli alti ma comodi, con cui sembro una giraffa che cammina sulle uova.
E della salsiccia passita, grazie.
martedì 18 marzo 2014
[Post senza nessun apparente filo logico]
Mi chiedo come e quando sia successo, ma ultimamente attiro come una calamita, per poi inconsciamente? consciamente? Sono io? Sei tu?, uomini/ragazzi che dir si voglia, esempi del più classico stereotipo alla Fabio Volo: da 0 a 100 in un minuto e poi il nulla.
I tempi in
cui tutto ciò accade sono variabili a seconda del singolo, ma mi si pongono due
opzioni, anche solo per provare lontanamente a capire:
A. Sono io che al primo impatto, quando
tu sconosciuto non mi conosci ancora, sono come il Santo Graal. Una sirena
incantatrice. E poi ai tuoi occhi mi rivelo una fuffa; B. Sei tu, giovane uomo, che millanti futuro e amore forevva, che non ti rendi conto che se si creano delle aspettative e si parla solo presi dall’ormone, dall’altra parte qualcuno può crederci. Io al principe azzurro ci ho sempre creduto poco, però miseriaccia, proprio tutti i fans di Flash Gordon li devo beccare io in questo periodo?
Caro il mio
maschio, poi non ti lamentare se tu parti in quinta e io dalla seconda. Le
regole di una buona guida le so pure io che manco mi ricordo più con quale
piede si schiaccia la frizione.
Lo so che
domani è la festa del papà, ma abbracciate forte forte la vostra mamma oggi se
potete. Io lo farò perché ho questa incredibile e non scontata fortuna di
poterlo fare e mi prenderei a schiaffi da sola quando, come oggi, ho bisogno
del dolore per rendermi conto di quanto questo sia giornalmente un immenso
regalo.
La gioia e
il dolore hanno il potere di riavvicinare le persone, nonostante tempi e
distanze.
martedì 10 dicembre 2013
Scegliere di essere padre. #buongiorno
Ore 8:00, 671, direzione Autostazione.
Solito caos di studenti svogliati e casinari. Riesco a sedermi, ringrazio la mia buona stella vista l'andatura "ondeggiante" dovuta al tacco che fa tanto professionista e mi guardo attorno.
Papà, bimbo di al massimo 1 anno in braccio alla mamma, e lei.
Occhi azzurro cielo, grandi, enormi. Avrà avuto al massimo 5 anni, seduta composta sul suo seggiolino. Assonnata.
Si è addormentata diverse volte durante il viaggio e si è sempre svegliata con un bacio.
Del suo papà, in bilico in mezzo al corridoio, con un passeggino che diciamolo, "comodità 0", che appena notava "occhi cielo" sdondolare le piantava un bacio in fronte e cantilenava "Tutto bene amore?"
" Sì, papà" e lei si riappisolava.
Tutta questa manfrina per esprimere un concetto semplice ma non scontato (nel mio caso sì, ma io sono la classica figlia innamorata di suo padre e non faccio testo ♥)
Essere mamme, sentirsi legati ai propri figli, è qualcosa che nasce dentro, naturale. Sentirli crescere, muovere, vedere il mondo con priorità diverse è un percorso più o meno difficile, ma innato. Almeno credo.
I papà, anche i più presenti, non riusciranno mai a capire cosa si prova veramente, fino in fondo, in quei momenti; è la natura che non lo permette.
Vedere papà come il mio, come quello di stamattina, che scelgono ogni giorno di amare i propri figli è meraviglioso. E' una scelta continua di amore.
Solito caos di studenti svogliati e casinari. Riesco a sedermi, ringrazio la mia buona stella vista l'andatura "ondeggiante" dovuta al tacco che fa tanto professionista e mi guardo attorno.
Papà, bimbo di al massimo 1 anno in braccio alla mamma, e lei.
Occhi azzurro cielo, grandi, enormi. Avrà avuto al massimo 5 anni, seduta composta sul suo seggiolino. Assonnata.
Si è addormentata diverse volte durante il viaggio e si è sempre svegliata con un bacio.
Del suo papà, in bilico in mezzo al corridoio, con un passeggino che diciamolo, "comodità 0", che appena notava "occhi cielo" sdondolare le piantava un bacio in fronte e cantilenava "Tutto bene amore?"
" Sì, papà" e lei si riappisolava.
Tutta questa manfrina per esprimere un concetto semplice ma non scontato (nel mio caso sì, ma io sono la classica figlia innamorata di suo padre e non faccio testo ♥)
Essere mamme, sentirsi legati ai propri figli, è qualcosa che nasce dentro, naturale. Sentirli crescere, muovere, vedere il mondo con priorità diverse è un percorso più o meno difficile, ma innato. Almeno credo.
I papà, anche i più presenti, non riusciranno mai a capire cosa si prova veramente, fino in fondo, in quei momenti; è la natura che non lo permette.
Vedere papà come il mio, come quello di stamattina, che scelgono ogni giorno di amare i propri figli è meraviglioso. E' una scelta continua di amore.
"Questo è amore. Lui ama" (Semicit.)
martedì 16 aprile 2013
"Bulimia narrativa"
Si può soffrire di "bulimia narrativa"?
Dell’insensata voglia, dopo le prime righe di un libro
che ti cattura e ti tiene stretto a se, di leggerlo tutto di un fiato passando
notti in bianco mangiando e camminano per strada finirlo e poi.
Nulla.
Il vuoto più totale, una voragine dentro che gli
uomini definirebbero banalmente “sindrome pre-mestruale”, ma che con gli ormoni
nulla centra.
La sensazione di panico, il pianto rimandato in gola e
la consapevolezza guardandosi allo specchio che sì, non si è tanto normali.
Senza scadere banalmente nell’autoanalisi e nello
studio di tutto ciò che finisce in –onscio, a memoria ne ho sempre sofferto.
Da bambina leggevo compulsivamente un libro dietro
l’altro: a volte mi svegliavo nel sonno e accendevo la luce sul comò e alle tre
di notte mi mettevo a leggere, sperando che i miei genitori non fossero
svegliati dal minuscolo bagliore intruffolatosi sotto la porta.
Nessuno capiva, io in primis, perché, terminato un
romanzo o un libretto dei “Piccoli Mostri”, dovessi immediatamente iniziarne un
altro.
Ho attraversato fasi di “anoressia”, quando iniziare
un libro è impossibile e tutte le scuse, gli impegni e i pensieri, sono ottime
giustificazioni per non farlo.
Trovare il giusto compromesso vorrebbe dire
raggiungere l’equilibrio tra la necessità di immedesimarmi in storie, l’amore
per lo stile di scrittura di un autore, la sensazione di estraneazione e
rilassatezza che genera isolarsi fra le pagine di un vecchio libro usato e il
totale rifiuto ad avvicinarmi anche solo ad una libreria.
Sono momenti che ciclicamente si ripresentano.
Metafore ormai più reali degli stessi sentimenti ed
emozioni che dovrebbero celare o spiegare.
Mettere nero su bianco queste sensazioni dopo anni di
“malattia”, può essere il primo passo per l’agognato bilanciamento delle
stesse?
P.S.: Come dice il detto "chi non muore si rivede", da oggi non mi nascondo più. Non sarò Salinger ma non ambendo al Pulitzer posso continuare a scrivere serenamente. Benvenuti o bentornati.
venerdì 25 maggio 2012
L'amore conta.
A sei, quindici, venti, trenta o quarantadue anni.
L'amore conta.
Sempre.
Le palpitazioni, le farfalle nello stomaco, il sorriso che sgorga incontrollato anche quando da ridere non c'è assolutamente nulla.
I pianti isterici, i crampi allo stomaco e i "Ti stra-odio" urlati a un telefono muto
Le ore di attesa.
L'inquietudine d'amore.
Le sensazioni incontrollate.
Fermarsi un attimo, respirare e rendersi conto che si è vivi.
Intensamente vivi.
Solo l'amore può.
Il cinismo porta solo tristezza d'animo.
Se si smette di credere nell'amore, se si perde la speranza, non rimane nulla.
Solo un senso di vuoto.
Sospesi.
L'amore ti fa alzare la mattina sorridendo e addormentarti la sera canticchiando.
L'amore non è facile e non pretende di esserlo.
L'amore è coraggioso. Rende possibile l'impossibile.
L'amore è rischioso. Puoi cadere e farti male. E restano solo i cocci.
L'amore ti rialza. Non ti lascia sola. Mai.
L'amore ti toglie il fiato.
L'amore ti riempie di vita.
L'amore conta.
L'amore conta.
Sempre.
Le palpitazioni, le farfalle nello stomaco, il sorriso che sgorga incontrollato anche quando da ridere non c'è assolutamente nulla.
I pianti isterici, i crampi allo stomaco e i "Ti stra-odio" urlati a un telefono muto
Le ore di attesa.
L'inquietudine d'amore.
Le sensazioni incontrollate.
Fermarsi un attimo, respirare e rendersi conto che si è vivi.
Intensamente vivi.
Solo l'amore può.
Il cinismo porta solo tristezza d'animo.
Se si smette di credere nell'amore, se si perde la speranza, non rimane nulla.
Solo un senso di vuoto.
Sospesi.
L'amore ti fa alzare la mattina sorridendo e addormentarti la sera canticchiando.
L'amore non è facile e non pretende di esserlo.
L'amore è coraggioso. Rende possibile l'impossibile.
L'amore è rischioso. Puoi cadere e farti male. E restano solo i cocci.
L'amore ti rialza. Non ti lascia sola. Mai.
L'amore ti toglie il fiato.
L'amore ti riempie di vita.
L'amore conta.
martedì 1 maggio 2012
Riflesso.
La leggerezza di spirito non mi appartiene.
Non riesco a farmi scivolare le cose addosso, che siano parole, azioni o semplici pensieri solo miei.
Passo la mia vita nell'insoddisfazione.
Sono insofferente, a tutto, a tutti, spesso anche a me stessa.
Ma non cambio. Resto ferma e aspetto.
Aspetto che qualcosa cambi. Che le persone cambino e mi vengano incontro.
E sbaglio.
Ne sono assolutamente consapevole.
Sono ipercritica, con gli altri ma soprattutto verso di me.
Mi voglio bene, ma spesso non mi amo come dovrei.
"So dar ottimi consigli, ma poi seguirli mai non so".
E allora provo a fare un elenco, una semplice lista dei mie "TO DO" e a ricordarmi di rileggerla.
Quando sono arrabbiata con tutto e tutti e il motivo non c'è, o e solo nella mia testa.
Quando mi abbatto per semplici sensazioni che sono frutto solo dei miei pensieri che non si fermano mai.
Quando vedo in un'occhiata, in un gesto qualcosa che non esiste.
Quando mi lascio condizionare la vita dagli altri, da cosa pensano e da come mi vedono.
Dall'ammirazione che anelo disperatamente ma che non trovo nemmeno in me.
1) Vivi.
Ogni istante non torna. I ricordi svaniscono nella memoria e le sensazioni non sono mai le stesse.
2) Ama.
Il tuo compagno, anche quando vorresti essere sola, libera, senza vincoli.
La tua famiglia, anche quando ti sembra di impazzire, di non riuscire mai a farti capire.
I tuoi amici, anche quando ti lasciano sola e ti deludono. Soprattutto in quei momenti.
E' troppo facile voler bene quando nulla va male, quando si è felici.
TE STESSA. Quando vorresti essere un'altra, quando non ti riconosci allo specchio e ti chiedi dov'è finita la ragazza saggia, forte e matura che sei sempre stata. Quando senti che nessuno lo fa.
3) Osa.
Buttati nella vita, nei rapporti, nel lavoro. Rischia.
Solo i fallimenti, le critiche e le delusioni permettono di riconoscere le vere vittorie. Solo i cambiamenti generano il meglio.
Solo i fallimenti, le critiche e le delusioni permettono di riconoscere le vere vittorie. Solo i cambiamenti generano il meglio.
Ma soprattutto ACCETTA che nonostante tutto l'impegno e la voglia di credere la vita spesso può non essere come la sogni tu.
Non si può essere apprezzati da tutti.
Non si è mai sempre felici.
La vita non è bianca o nera. Esistono i colori.
Esistono i grigi, le loro sfumature.
Tu, ESISTI.
"Vivi, ama, osa, accetta."
Sempre.
Nonostante tutto, nonostante tutti.
E ricordati che possono esserci splendide giornate. Come oggi.
E ricordati che possono esserci splendide giornate. Come oggi.
lunedì 13 febbraio 2012
Oggi sono BELLA DENTRO.
Le quattro ante di armadio sono ancora sparse per la sala.
Sono ancora disoccupata.
La neve è ovunque. Anche in casa. Ma questa è un'altra storia.
Tornando alle cose serie, oggi, 13 febbraio 2012, la mia autostima ha ufficialmente raschiato il fondo.
Io, la regina del "non mi trucco se non è strettamente necessario perchè ho la pelle come il culetto di un bebè", mi sono spalmata 1 cm di fondotinta per una breve apparizione in posta.
Nascosta tra la sciarpa e un cappello a tesa larga, la mia faccia.
O almeno quello che ne rimane.
Sul mio già visibile mento, lui, il brufolo con la B maiuscola.
Quello che fa un male assassino quando ancora non si è palesato.
Quello che nessun correttore può sconfiggere.
Il semaforo rosso innestato tra la mia pelle giallognola.
Lui.
E vogliamo dare il giusto spazio anche ai suoi fratellini?!
Tutti vicini, visto che fa freddo si tengono caldi l'un con l'altro, sulla mia guancia destra.
Ma il culmine lo raggiunge il capello post seconda guerra mondiale.
Che effettivamente necessita di un parrucchiere ma che ancora per un po' me lo tengo così perchè euri non se ne vedono.
Eccovi la mia immagine al risveglio.
E allora ho deciso, addentando una mela che fa tanto bene alla pelle e armandomi di shampoo e phon, che oggi sono BELLA DENTRO.
Perchè fuori non se ne parla proprio.
E allora avanti col mantra della perfetta "cessa a pedali".
"La bellezza esteriore è aleatoria.
La bellezza interiore è il nuovo nero. Il tangerine tango dell'autostima femminile."
Bisogna ripeterselo fino allo sfinimento.
O almeno fino a crederci.
E aspettare che sia domani. E sperare che B improvvisamente decida di tornare sui suoi passi.
Di cambiare idea.
Perchè anche il brufolo con la B maiuscola può capire di aver commesso uno sbaglio.
E farmi tornare, oltre che bella dentro, passabile fuori.
Tutti hanno diritto ha una seconda chance.
Anche B.
lunedì 6 febbraio 2012
Cercasi Susan, disperatamente.
Ho la certezza che per trovare la propria strada, per capire passato, presente e futuro del nostro essere oggi, sia necessario tornare alle proprie origini.
Ai primi ricordi.
Ai primi "mi piace" delle nostra esistenza.
I miei sono legati alla musica.
Sono una fortunatissima "figlia di papà".
Non è un miliardario, ne un avvocato o un medico affermato.
E' un musicista.
Sono sempre stata orgogliosa di lui. Della sua musica.
Non è una rockstar, ma mi ha cresciuta fra le note.
Ultimamente vago fra i ma, i se e i chissà.
L'unica certezza che ho ad oggi è che ho quattro ante di armadio sparse per casa dalla bellezza di una settimana e che nonostante la neve sia bellissima, per me basta, grazie.
L'altra sera ho visto Pulp Fiction per la prima volta.
Lo so, è un capolavoro, la regia, la storia, ecc.
Ma, me ne vergogno e mi autoflagello per quanto sto per scrivere, sarei sopravvissuta lo stesso.
Senza la sua colonna sonora, NO.
E allora mi è tornata in mente la bambina scatenata che prima di camminare ha imparato a ballare.
Che alle prime note di "Don't let me be misunderstood" chiudeva gli occhi e si godeva sei minuti di intensa e totalizzante voglia di vivere.
Da quando mi sono svegliata stamattina è tutto un click su You Tube, rigorosamente vintage.
Anni '60, '70 e '80.
Perchè quella bambina scatenata è la parte più autentica di me.
E ogni tanto la dimentico, la metto da parte.
Ma la musica tutto può.
E allora, nonostante siano passati più di vent'anni ricomincio a ballare.
E la sensazione è sempre la stessa.
Calore.
Colore.
Oggi è un giorno da ricordare.
E la mia infinita playlist è pronta per farlo.
Ieri.
Oggi.
Domani.
"Go girl, play your song."
giovedì 12 gennaio 2012
Amicizia.
[...] E allora ti dico un'altra cosa.
Anche se lei non te lo ha mai detto, te lo dico io.
Ti amo.
Di un amore immenso.
Ieri, oggi, domani, sempre.
Che ci sarà sempre e non cambierà mai.
Che l'amore non è proprietà esclusiva delle coppie di fidanzati.
Le relazioni amorose finiscono.
Noi no.
L'amore più bello e più puro, l'amore di una vita, è quello per la tua famiglia "di cuore" (cit).
Tu sei la mia famiglia di cuore.
E allora te lo ripeto.
Ti amo e non smetterò mai di farlo.
Quando ti senti solo, quando non hai voglia di fare nulla, quando non vuoi parlare con nessuno, rileggimi.
Non scegliamo di chi innamorarci.
La chimica fra due persone è qualcosa di irrazionale e inspiegabile.
L'attrazione è questione di odori, di pelle, di sguardi.
Ma possiamo scegliere chi amare per una vita.
Io ho scelto nel lontano 1989. E nonostante tutto, non mi sono mai pentita della scelta.[...]
Siamo così impegnate a cercare il nostro principe azzurro che a volte non ci accorgiamo che possediamo già l'amore più grande. L'amico.
Da una vita. Di una vita. Per la vita.
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